Occuparsi della celiachia

Occuparsi della celiachia

Celiachia, riconoscerla e occuparsene

La celiachia è essenzialmente un’intolleranza alimentare che impone l’eliminazione di cibo, bevande e prodotti contenenti glutine e derivati. le persone interessate possono gestire tranquillamente l’intolleranza solo attenendosi ad una dieta dedicata e sottoponendosi con regolarità a controlli periodici ed esami specifici.

La celiachia è caratterizzata da un quadro clinico peculiare. Analizzando le pareti intestinali ci si trova di fronte a un quadro clinico con evidenti alterazioni dei villi, questi nella persona sana sono alzati e riescono ad assorbire le sostanze nutritive in maniera conforme. Quando la mucosa viene attaccata dal glutine si osserva invece un appiattimento, i villi si atrofizzano, si infiammano e non riescono più a svolgere il loro compito.

Nel momento in cui si manifesta il soggetto interessato riscontra molteplici sintomi, prevalentemente legati all’assorbimento del cibo: pesantezza di stomaco, crampi, dolori addominali, diarrea, dimagrimento e stanchezza sono alcuni dei sintomi classici della celiachia ma possono venire confusi con altri, tipici delle malattie dell’apparato digerente rendendo perciò difficoltosa la sua individuazione. Pertanto, un completo e competente esame medico è d’obbligo.

Per altro, a rafforzare tale difficoltà contribuiscono disturbi di natura atipica: alcuni manifestano eruzioni esterne, irritazioni, prurito e antiestetiche pustole. Altri accusano rigonfiamenti degli arti inferiori, dolori alle ossa, formicolio, carenza di ferro o alterazioni psichiche, sintomi che a tutto possono far pensare fuorché un palese problema legato a un’intolleranza alimentare.

Una visita specialistica è la prima cosa da fare,  e naturalmente assicuratevi di descrivere dettagliatamente tutto ciò che non va. Nella stragrande maggioranza dei casi il medico vi inviterà a fare una serie di analisi specifiche. Se l’esito è positivo preparatevi a cambiare la vostra dieta, siete entrati a far parte della grande famiglia celiaca.

Attualmente l’insorgenza della celiachia si è diffusa a macchia d’olio, le cause della sua espansione possono essere legate alla vita moderna e certamente non possiamo nemmeno escludere le brutte abitudini alimentari e la diffusione e uso di alimenti iper agglutinati. Tuttavia,  questo non esclude che, anche in tempi passati, moltissime persone ne abbiano sofferto inconsapevoli che sarebbe bastato eludere il glutine dalla loro vita per limitare o annullare ogni fastidio.

Purtroppo, nonostante i progressi medici e la consapevolezza di non aver contratto una malattia propriamente detta, chi per forza di cose è costretto a cambiare le proprie abitudini alimentari si trova ad affrontare un mondo sconosciuto.

Cosa vuol dire esattamente celiachia?

La celiachia è una reazione immunitaria permanente che attacca l’epitelio interno dell’intestino impedendo il corretto assorbimento nutrizionale. Si manifesta quando nell’organismo viene introdotto del glutine, una proteina intrinseca delle granaglie e di alcuni pseudo cereali che vanno assolutamente eliminati dalla propria dieta. Gli studi effettuati hanno evidenziato la familiarità, di conseguenza se qualcuno dei vostri cari soffre o ha sofferto di celiachia siete potenzialmente esposti a svilupparla.

In dettaglio vediamo quali sono i diversi prodotti e in che misura influiscono ad acutizzare i sintomi disturbanti.

    • Frumento: contiene il 72% di glucidi, la percentuale è altissima ed essendo prodotto largamente utilizzato per la panificazione comune, pasta e farine è assolutamente da evitare.
    • Orzo: in tutte le sue forme di lavorazione mantiene il contenuto di glutine, non importa se integrale, perlato, in polvere o decorticato.
    • Farro: indubbiamente un alimento molto digeribile ma purtroppo da inserire nella lista nera. A differenza del frumento contiene quantità di glutine limitata e questa caratteristica può indurre in errore molti. Chi presenta un’intolleranza leggera probabilmente non riscontrerà sintomi significativi mentre nei casi più gravi l’intolleranza è totale.
  • Segale: il complesso proteico contiene gliadina, sostanza dannosa all’organismo assolutamente da non consumare.

La globalizzazione ha portato con sé tradizioni alimentari di altri paesi, oggi molti sperimentano prodotti d’importazione senza conoscerne pienamente le caratteristiche. Lo sbaglio più frequente è la disinformazione, quando ci si trova ad affrontare un cambiamento nutrizionale si cercano le cose più disparate convinti che in altre parti del mondo si mangi in modo più sano ed esente da problemi legati all’alimentazione, purtroppo non è sempre così.

Ormai trovare in commercio varietà di alimenti fino a poco anni fa sconosciuti è semplicissimo, nonostante i controlli e l’introduzione di severe regole d’importazione alcuni prodotti potrebbero nascondere insidie molto dannose all’organismo di un soggetto celiaco. Per chi ama sperimentare altre forme nutrizionali senza rischiare di peggiorare la propria situazione di salute è indispensabile escludere queste varietà di grano provenienti da ogni parte del mondo.

    • Kamut: non si tratta di una varietà ma semplicemente di un marchio registrato da una multinazionale statunitense che produce questo cereale con un nome identificativo. È un grano duro non consigliato per l’alto contenuto di glutine.
    • Frak: arriva dall’Egitto, viene chiamato grano verde egiziano ed è possibile trovarlo esposto nei negozi alimentari etnici.
    • Burghe: la preparazione di questo grano è comunissima in medio oriente, dopo una lunga cottura in abbondante acqua viene fatto essiccare al sole dopo di che i chicchi vengono frantumati in piccoli pezzi. Il frumento è integrale. Ha un basso contenuto di glutine ma non ne è esente.
    • Couscous: chi non lo conosce? Uno dei più famosi piatti arabi apprezzato dagli amanti della cucina etnica e tipicamente preparato con un impasto di farina di grano duro lavorato in maniera da ottenere piccolissime palline. A differenza delle altre varietà, il couscous può essere preparato anche con cereali senza glutine mantenendo un eccellente qualità degustativa.
    • Setina: assolutamente da evitare, è puro glutine estratto dal frumento, costituisce uno degli alimenti portanti della cucina orientale.
  • Spelta: chiamato anche grano verde greco niente non è che una varietà di farro con identico divieto di consumo per diete prive di glutine.

La dieta mediterranea è molto generosa, basata essenzialmente su pane, pasta, salumi, dolci e alimenti ad alto contenuto di glutine sembra impossibile poterne fare senza. In effetti può sembrare un’impresa ardua eliminarlo dalla propria esistenza ma solo per chi, per ignoranza o semplice noncuranza, non presta attenzione a ciò che acquista.

Il mercato alimentare ha implementato l’offerta di prodotti alternativi che possono essere consumati indipendentemente da persone sane o colpite da intolleranza. Il celiaco può mangiare un’infinità di cose apprezzandone il sapore senza limiti e, condividendo il suo stato con i membri della famiglia, non risentirà minimamente di questa condizione.

Il celiaco conclamato può condurre una vita normalissima adottando un controllo più approfondito su ciò che ingerisce, un impegno da prendere seriamente anche quando i sintomi sembrano spariti. La condizione di intolleranza sarà sempre presente, eliminando il glutine si eliminano anche tutti i disagi che ne conseguono e lo stato di salute tornerà a livelli ottimali nella grande maggioranza dei casi – a patto che la dieta alimentare venga costantemente osservata per tutta la vita.

Sembrano tante le privazioni imposte alle persone celiache e ancora pochi gli alimenti privi di glutine acquistabili a basso prezzo. Per venire incontro a questa necessità e al crescente aumento di acquirenti destinati a questo mercato, lo Stato italiano ha istituito un aiuto economico che viene riconosciuto come contributo alla spesa alimentare. È stato stabilito, con un apposito decreto, che gli affetti da questa intolleranza devono forzatamente acquistare prodotti dietetici privi di glutine ed essenziali per la propria salute. I buoni sono spendibili sia nei centri commerciali, sia nei negozi, sia nelle farmacie o in negozi specializzati. Vengono fissati dei parametri di contribuzione mensile alla spesa in relazione all’età del paziente, esaurita la somma a disposizione l’esborso economico sarà a carico personale. La somma messa a disposizione dello Stato per ciascuna persona celiaca è certamente sufficiente a far fronte al suo fabbisogno mensile.

Per ottenere questo beneficio occorre un attestato di diagnosi medica specialistica, per i dettagli burocratici ci si può rivolgere alla propria Asl o presso l’AIC (associazione italiana celiachia) regionale.

Inoltre per legge la celiachia è stata inserita come malattia rara, per cui si ha diritto all’esenzione del pagamento di eventuali esami diagnostici parentali con sospetto di intolleranza al glutine.

L’insorgenza di questo disturbo non caratterizza una particolare fascia di età, si può diventare celiaci in qualsiasi periodo della vita. In alcuni casi i soggetti interessati scoprono di esserne colpiti anche dopo molti anni dell’insorgere dei sintomi.

Ci sono casi in cui non viene diagnosticata tempestivamente a causa di disturbi casuali o addirittura nulli ma il progredire degli accertamenti e test ripetuti riscontrano un risultato di positività.

Le cause più probabili sono da attribuirsi a fattori molteplici, abitudini alimentari scorrette e abuso di alimenti ricchi di glutine. Malessere digestivo e sintomi di insofferenza mettono in allarme il paziente che tramite il proprio medico curante potrà richiedere specifiche analisi che, se confermata la presenza di celiachia, richiederà di modificare la propria dieta.

In alcuni casi è possibile che lo scatenarsi della patologia possa manifestarsi anche dopo un intervento chirurgico, durante la gravidanza, per infezioni che interessano il tratto gastrointestinale o addirittura per un profondo stress. 

Una decina di anni fa questa intolleranza colpiva già molti soggetti ma molti di loro non sapevano ancora che l’origine del proprio male era da conferire a un insofferenza alimentare, prima di venirne a conoscenza passavano parecchi anni facendo analisi ed accertamenti senza risolvere nulla.

Oggi la consapevolezza e la conoscenza in materia permettono di diagnosticare quasi tempestivamente lo stato celiaco, seguendo i consigli medici e adottando un dieta ad hoc i pazienti riscontrano da subito un miglioramento generale e vivono egregiamente senza disagi.

Un dato di fatto è che finalmente si è arrivati a individuare in tempi brevissimi lo stato patologico e con un po’ di sacrificio non sarà difficile evitare un determinato cibo per stare bene.

Semplicemente un modo più sano per alimentarsi

Alcuni possono pensare alla celiachia come a una specie di condanna, ciò non è assolutamente vero, obiettivamente guardandosi attorno i prodotti dietetici a disposizione non limitano minimamente la scelta.

La cucina celiaca offre alternative con un vasto assortimento di alimenti “gluten free” , scelta appropriata per preparare succulenti pranzetti che nulla hanno da invidiare alla cucina tradizionale e non tolgono il piacere di sedersi a tavola e mangiare.

Un po’ d’attenzione a chi ama frequentare ristoranti e locali pubblici: prima di ordinare è essenziale informare il personale addetto della propria intolleranza entrando esclusivamente dove si ha l’assoluta certezza che i cibi preparati siano esenti da glutine e derivati.

Nel settore della ristorazione si trovano diversi spazi dove è possibile consumare alimenti per intolleranti, purtroppo c’è da evidenziare un po’ di trascuratezza e sottovalutazione da parte di alcuni esercenti che pur di vendere un piatto assicurano che non contiene determinati prodotti. Nell’incertezza consumiamo fuori casa esclusivamente ciò che siamo sicuri di poter mangiare senza dovercene poi pentire amaramente.

In caso di ricovero o prima della prescrizione di farmaci è necessario avvertire il medico che siamo affetti da celiachia, infatti non sono solo gli alimenti possono contenere il glutine ma anche alcuni farmaci.

In ospedale ci verrà servito un pasto dietetico esente da contaminazione preparato in ambiente separato dalla cucina collettiva. Dove esiste una mensa interna, c’è l’obbligo di adibire un locale isolato con stoviglie utilizzate esclusivamente per cucinare pasti celiaci, in questo caso i pazienti non dovranno mai preoccuparsi di quello che gli verrà servito perché la certificazione sanitaria li protegge in maniera totale.

Affrontare una nuova abitudine di vita non è mai semplice, la difficoltà è però puramente mentale,  la classica pizza e un buon piatto di pasta possono essere ugualmente mangiati a patto che questi siano preparati con ingredienti liberi da glutine, il gusto e l’aspetto non ne risentiranno affatto.

Molti non si rendono conto che consumano da molti anni, senza saperlo, prodotti senza glutine. Alcune aziende, sensibili alla salute dei consumatori evidenziano sulle confezioni l’assenza della sostanza ed hanno integrato nel loro ciclo produttivo filiere apposite certificando in maniera ufficiale l’assoluta genuinità di alimenti tranquillamente utilizzabili da chi soffre di celiachia.

Per conoscere quali sono le società certificate possiamo procurarci un prontuario dove vengono elencati gli stabilimenti e gli alimenti forniti, una preziosa guida che ci darà tutte le informazioni inerenti. Scorrendo la lista troveremo tanti marchi conosciuti facilmente reperibili anche nei grandi centri commerciali.

Benessere e salute sono le basi per vivere pienamente ogni attimo, non lasciamo al caso la nostra integrità fisica, al primo accenno di disturbi gastrointestinali rechiamoci con fiducia dal nostro medico, una forma celiaca anche di lieve entità potrebbe compromettere seriamente tutto il sistema digerente.

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